Molte persone, tra cui diversi aspiranti attori, spesso ci pongono delle domande e chiedono consigli per migliorare. In questo spazio del blog risponderemo alle domande più frequenti.

Una domande che ci è posta molto frequentemente è questa:

C’è un’emozione più difficile da realizzare per un attore? Qual è?

 

Secondo noi no, non esiste. La maggior parte degli attori professionisti non tenta di ricreare un’emozione, ma cerca di raggiungere un obiettivo. Si chiedono: “Il mio personaggio che cosa sta cercando di ottenere? È in difficoltà? Ha una strategia?” E cercano di fare il possibile per mettersi nei loro panni. Si comportano come se dovessero realizzare loro stessi l’obiettivo del personaggio, non come se stessero solo fingendo.
Se un attore sa che il suo personaggio sta cercando di convincere una donna a baciarlo, lui dovrà provare a convincerla realmente.

Qual è la cosa più divertente dell’essere un attore?

Non siamo riusciti a decidere, quindi ecco una lista di ciò che ci piace.

  • L’indossare una grande varietà di costumi di ogni periodo storico, comprese le parrucche (sia per uomini che per donne) e, soprattutto, il trucco esagerato.
  • L’ottenere una gratificazione immediata subito dopo una battuta grazie agli applausi di un pubblico in diretta
  • Far alternare al pubblico lacrime e risate. Sì, questa è la mia preferita
  • Party tra gli attori!
    Scherzi a parte, lo sviluppare strette amicizie con gli altri attori e i vari membri della ciurma.

Come si riconosce un buon attore?

Beh, è piuttosto facile, basta chiedersi: “Voglio continuare a guardarlo?”

Molte persone giudicano gli attori in base alla loro “presenza scenica”, e, anche se in molti affermano che si tratti di un talento naturale, direi che i migliori attori sono quelli che hanno imparato questa abilità durante la loro carriera. I metodi per attirare il pubblico sono diversi – Stanislavski diceva ai suoi attori che sarebbero diventati interessanti solo se fossero stati veramente interessati alla parte. Il metodo Suzuki, invece, insegna come dominare il palco. La formazione di clown, ancora diversa, insegna a costruire un buon rapporto con un pubblico.

Avete presente la canzone “Chit-chat” di Strauss? Dategli un’orecchiata.

Questo è il tipo di canzone apprezzata anche dai non amanti della musica, grazie al ritmo incisivo ed il controllo dell’artista sull’emozione data allo spettatore. È lo stesso per un attore. Solo se ci si sente totalmente a proprio agio sul palco si è in grado di interpretare un’ampia gamma di personaggi, mantenendo un controllo perfetto su corpo e voce e recitando con più facilità. Queste capacità, tuttavia, si sviluppano solamente dopo molti anni di pratica e richiedono migliaia di ore di studio per essere eseguite in maniera impeccabile. Eppure, direi che un bravo attore si riconosce immediatamente grazie anche ad un altro fattore: la “facilità” con cui recita. Il suo ruolo deve sembrare naturale e semplice, le ore di lavoro devono essere nascoste da una performance leggera e accattivante.

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